Filosofia di Cammino

Qualche riga per spiegare come intendiamo il nostro lavoro

Lettera al visitatore

Deponi l’indifferenza e la superficialità,
lasciale chiuse nella tua auto
al momento di incamminarti sul sentiero.
Ricorda che il terreno che calpesti
è il vivo pavimento di una grande, complessa, delicata dimora.
La dimora di innumerevoli esseri viventi:
fiori, alberi, insetti, scoiattoli, uccelli…
Entrando in casa di un amico - ed è così che ti accoglieremo –
ti pulisci le scarpe e non ti comporti come un ubriaco.
Muoviti con attenzione e delicatezza, non uscire dal sentiero.
Non cogliere nulla, sarebbe uno spreco assurdo a e violento.
Porta via con te solo ciò che può essere colto con gli occhi e col cuore.
Ascolta le voci della nostra casa, non aggredirci con urla e strepiti,
lascia spenta la radio ed accendi le tue orecchie.
Se vorrai vedere ed ascoltare dimentica la fretta, non lasciarti cogliere dal possesso.
Ci sono luoghi dove è male anche poggiare il piede.
L’erba che tu schiacci e svelli col piede distratto
è il pascolo degli animali del bosco,
il fungo che occhieggia tra le nodose radici
è il piccolo, prezioso alleato del grande faggio,
il silenzio che ti è inusuale
è necessario per comunicare tra noi e sentirci a casa nostra.
Fai silenzio dentro di te e sforzati di avere il passo del capriolo sulla lettiera di foglie.
Il tuo passo sia leggero, i tuoi occhi aperti e curiosi,
non lasciare traccia del tuo passaggio
che non sia il nostro buon ricordo della visita di un amico.
Soffoca l’arroganza nell’esercizio di una umile,
saggia, grandissima attenzione.
Rispetto.
Un attento rispetto carico d’amore per le cose del bosco…
…e chissà, se sarai pronto, se sarai in sintonia,
forse potrai vederci, mentre ti osserviamo da dietro una radice
o da dentro un nido di picchio.
Potremo così parlare bene di te con gli Elfi,
depositari del vero, unico, profondo spirito del bosco,
affinché ti aprano la via ai segreti più belli del mondo.

Gli Gnomi,
antichi abitanti e custodi delle selve.